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Il concetto di Ricerca Interiore


Si propone anche all’interno del nostro Blog un importante passaggio direttamente dalla Scuola di Sphera (www.innerinnovationproject.com).





“Alcuni concetti fondamentali riguardanti l’Antica Via: la ricerca interiore non è una religione, come ordinariamente si intende il termine, ma piuttosto una disciplina metafisica, che si occupa dell’essenza delle cose nella loro totalità. Come tale, esiste dagli albori dell’umanità, prima ancora che si formassero le dottrine di matrice religiosa.

In quanto disciplina metafisica, si affida al metodo sperimentale, usando metodi e procedure con intenti prevalentemente pratici.

Ma, al tempo stesso, essa è anche filosofia e psicologia, perché offre una visione della vita e della natura dell’essere, ma anche analizza i processi della psiche umana.

C’è chi afferma di seguire la verità ritenendo già di conoscerla. Ciò può dar fiducia o consolazione, ma mette fine a ogni ricerca, conducendo di fatto al dogmatismo e all’integralismo, con la conseguenza di produrre una morale, ovvero una separazione tra noi (che siamo nel giusto) e gli altri (che naturalmente sbagliano).

E poi c’è chi, al contrario, afferma che 'tutto può essere vero' (possibilismo) oppure che 'nulla è totalmente vero' (relativismo e agnosticismo). Ma, in questo modo, si viene palesemente a costruire una diversa forma di dogmatismo – seppur al contrario – che elegge il dubbio a verità. Anche questa produce un tipo diverso di morale.

La ricerca interiore, invece, non procede per assoluti, ma si pone in un processo incessante e privo di presunzione; un procedimento euristico (da eurisko, che in greco significa 'cerco') che considera la conoscenza come un miscuglio dinamico di evidenze – sempre parziali e provvisorie – ma anche di zone d’ombra, di dubbi, di interrogativi, funzionali alla conoscenza stessa.

Un procedimento assai più elastico e duttile, che sperimenta direttamente osservando cause ed effetti, senza emettere giudizi.

È un processo continuativo, che ha il potere e la caratteristica di stimolare ulteriormente verso l’indagine. E, in questo senso, non è in grado di produrre una morale statica, ma piuttosto un’etica, che muove costantemente verso verità sempre più alte. Questa via conduce necessariamente a sempre maggiore consapevolezza e comprensione di se stessi e degli altri.”



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